martedì 21 giugno 2011

Plinio Corrêa de Oliveira


"Un gigante della fede, una delle maggiori figure della Chiesa del nostro secolo, un maestro di pensiero dei cattolici odierni, un vero e grande profeta inviato dalla Provvidenza per portarci la speranza

(Mons. Luigi Villa nell’omelia della S.Messa di requiem per il prof. Plinio Corrêa de Oliveira a Milano nel 1995)

venerdì 14 maggio 2010

Pannella: "Ho amato tre o quattro uomini"


"...Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura. Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che si addiceva al loro traviamento.....E pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo continuano a farle, ma anche approvano chi le fa"

(Rm 1, 26/32)

S.Pio da Pietrelcina e la massoneria...


"Quanti disgraziati fratelli corrispondono all’amore di Gesù col buttarsi a braccia aperte nell’infame setta della massoneria! Preghiamo per costoro acciocché il Signore illumini le loro menti e tocchi il loro cuore"

(Lettera di Padre Pio al Suo Padre spirituale P. Agostino)

Virgo potens, ora pro nobis!


"Chi è costei che avanza quale aurora, bella come la luna, eletta come il sole, tremenda come un esercito schierato?"

(Cantico dei Cantici, 6-10)

martedì 11 maggio 2010

La buona stampa


Il nuovo libro di Fede & Cultura intitolato "Indagine sulla pedofilia nella Chiesa" scritto da Francesco Agnoli, Massimo Introvigne, Giuliano Guzzo e Lorenzo Bertocchi è un'indagine sulla pedofilia, precisa e accurata, che smaschera il tentativo dei media di attaccare con accuse infamanti la Chiesa Cattolica e il Papa. E' possibile ordinare il libro in tutte le librerie al modico prezzo di 6 euro.

S.Caterina da Siena


"Uscire dal bosco e impegnarsi nel campo della battaglia"

lunedì 10 maggio 2010

Spagna, la «morte degna» è già legge in Andalusia


L’Andalusia è la prima regione spagnola con una legge che garantisce la cosiddetta «morte degna». Si chiama «Legge dei diritti e delle garanzie della dignità delle persone nel processo di morte»: è stata pubblicata il 7 maggio nella Gazzetta ufficiale della comunità autonoma andalusa ed entrerà in vigore il 27 maggio. Proibito parlare di eutanasia, ma…

Il governo regionale – socialista, come l’esecutivo centrale di José Luis Rodríguez Zapatero – assicura che questo testo non ha nulla a che fare con l’eutanasia attiva o il suicidio assistito, vietati (almeno per ora) dal Codice penale spagnolo. Ma l’iniziativa andalusa genera scetticismo: il Faro andaluso della famiglia e l’associazione “Hazte oir” in precedenza avevano espresso il timore che si tratti del primo passo verso l’eutanasia; uno strappo nella maglia legislativa iberica, per aprire il terreno ad una prossima riforma più radicale.
La normativa riconosce al paziente il diritto di rifiutare medicinali, interventi e terapie che potrebbero prolungare la sua vita in modo «artificiale». Il malato in fase terminale può dire no al respiratore artificiale o ad un farmaco. È una sua scelta. Il paziente ha anche il diritto a ricevere sedativi per calmare il dolore, anche se questi rischiano di accelerare la sua morte. Il testo vieta inoltre l’accanimento terapeutico e regolarizza la limitazione degli interventi di medici e personale sanitario. La legge assicurerà il rispetto della volontà del malato, anche qualora sia stata messa per iscritto precedentemente, con il testamento biologico. Dal 27 maggio tutti gli istituti sanitari andalusi – ospedali pubblici o cliniche private (anche religiose) – saranno obbligati a rispettare la norma, senza eccezioni. Nel testo, infatti, non è prevista l’obiezione di coscienza come era stato richiesto dall’opposizione.
L’Andalusia è la prima comunità autonoma spagnola a sancire i diritti dei pazienti in fase terminale, ma è probabile che altre regioni seguiranno l’esempio. Nonostante le assicurazioni del governo locale socialista, il testo contiene zone d’ombra e ambiguità, in particolare per quanto riguarda le cure palliative e la mancata garanzia del diritto all’obiezione. Il dibattito è bollente. Nessuno nega i diritti di un malato terminale a fermare il dolore, ma il testo riapre inevitabilmente la spinosa questione del significato di «morte degna». C’è chi pensa che una legge ad hoc non fosse necessaria, soprattutto in un momento in cui le reali preoccupazioni degli spagnoli sono altre. Insieme alle Canarie, l’Andalusia è la regione con il più alto tasso di disoccupazione di tutta la Spagna: è senza lavoro il 27% della popolazione attiva, ovvero 1.080.900 di persone.

di Michela Coricelli

(fonte: Avvenire 08/05/2010)

mercoledì 5 maggio 2010

La Vergine Santissima...


...mare pacifico, carro di fuoco, amministratrice della misericordia

(San Giovanni Eudes, «Il Cuore Ammirabile della Santissima Madre di Dio»)

Vili e infami!


Intorno alla mezzanotte, a Piazza Lamaro (Roma), alcuni militanti del Circolo giovanile S. Luigi IX, di Militia Christi, sono stati brutalmente aggrediti, durante un'affissione di manifesti in onore di Eluana Englaro, contro eutanasia e biotestamento, da alcuni elementi dell'estrema sinistra, molto probabilmente appartenenti al limitrofo centro sociale "Corto circuito".

Il Parlamento danese approva la legge che consente agli omosessuali di adottare dei bambini…


Il voto è stato incerto fino all'ultimo, quando con 60 voti a favore e 54 contrari, il parlamento danese ha approvato la legge sulle adozioni per coppie gay. Gli omosessuali che hanno registrato un patto d'unione potranno adottare dei figli.
La proposta, inizialmente respinta, è passata grazie all'alleanza tra un parlamentare indipendente e alcuni deputati «dissidenti» del Partito Liberale. L’esito del voto rappresenta quindi una sconfitta per il governo guidato dal liberale Lars Lokke Rasmussen, che si è trovato contro ben cinque esponenti del proprio partito, decisivi nel dar via libera alla legge. Uno di questi, Karsten Lauritzen, ha spiegato che «l'unico modo per dire no alla discriminazione era quello di votare a favore. Non posso accettare che la legge escluda a priori qualcuno da un diritto a causa della razza, del colore, della religione o dell'orientamento sessuale».
In Danimarca esiste già la possibilità per i cittadini non coniugati di ottenere adozioni indipendentemente dall'orientamento sessuale, mentre alle coppie omosessuali è consentita l'adozione di eventuali figli avuti dai due partner durante le relazioni precedenti.

(fonte: Libero-news.it 04/05/2010)

martedì 4 maggio 2010

"E' come se tu avessi ucciso un gatto"


Così la radicale Adele Faccio (1920-2007) ad una donna che ha abortito...

mercoledì 28 aprile 2010

Abortito a 22 settimane per un labbro leporino...


È rimasto aggrappato alla vita per molte ore il feto di 22 settimane sopravvissuto ad un interruzione di gravidanza praticata per una malformazione nell’ospedale di Rossano (Cosenza).

Erano 22 ore o poco meno dall’intervento praticato sabato mattina all’una circa sulla madre, una donna alla prima gravidanza, nel reparto di ostetricia, quando intorno alle 11.15 di ieri mattina, il cappellano dell’ospedale don Antonio Martello, si è accorto che il feto mostrava chiari segni di vita. Da qui l’allarme e la corsa per la vita in ambulanza, con un pediatra e un rianimatore, verso il reparto di neonatologia dell’ospedale di Cosenza dove il cuoricino del piccolo, dopo circa due giorni, ha cessato di battere.

A Rossano, città di circa 35 mila abitanti affacciata sullo Ionio, all’indomani della vicenda che ha scosso l’ambiente sanitario non si parla d’altro. E su tutti grava un interrogativo: come è possibile che sia accaduto tutto questo? Se lo chiedono anche gli agenti del commissariato di polizia che, su disposizione della Procura, hanno già acquisito la cartella clinica e sentito il cappellano del nosocomio e i medici che hanno effettuato l’intervento.

In particolare si sta cercando di accertare se ci sono state negligenze, da parte del personale medico, che avrebbe dovuto accertarsi del decesso subito dopo l’interruzione di gravidanza. Sconcerto e incredulità anche tra i medici. «La legge prevede l’aborto terapeutico - si lascia sfuggire uno dei sanitari che intende mantenere l’anonimato - ma nei casi in cui il feto dovesse rimanere in vita va almeno tenuto in una termoculla».

Don Martello, il sacerdote che ha lanciato l’allarme sul feto ancora in vita ha la bocca cucita. «Parla la Curia» dice. E dalla sede arcivescovile i toni sono molto duri: «appare sconcertante - è scritto in un comunicato - l’arbitraria superficialità dei sanitari nell’omettere qualsiasi tipo di cura e rianimazione del bambino il quale, nonostante ciò, ha continuato a sopravvivere autonomamente». Per l’arcivescovo mons. Santo Marcianò, inoltre, «il caso deve portare la comunità civile a riflettere sulla drammaticità rappresentata dall’aborto in quanto soppressione di un essere umano e, nello specifico, sulla illiceità del definirlo "terapeutico"».

(fonte: La Stampa, 26 aprile, 2010)

Ci sono abusi e abusi...


Per loro non c’è stata alcuna richiesta di risarcimento. Nessuno al New York Times si è stracciato le vesti per quei giovanissimi corpi violati, feriti e marcati per sempre. Nessun grande avvocato liberal ha portato in giudizio gli esecutori e i finanziatori di questa strage silenziosa. A Porto Rico un terzo delle donne in età fertile è stato sterilizzato. È l’isola con il più alto tasso al mondo di donne che non possono avere figli. In America si assiste da settimane a una nuova puntata della “Mani pulite di Dio”. Sono le inchieste sulla pedofilia nella Chiesa cattolica. Ma a fronte degli abusi sessuali sui minori da parte di sacerdoti, che stando alle ultime ricerche indipendenti sarebbero meno dell 0,5 per cento del totale di abusi in tutta l’America, ci sono legioni di donne e bambine americane e caraibiche sterilizzate senza approvazione. Spesso senza neppure che lo sapessero. E di questo capitolo oscuro della medicina contemporanea il New York Times, che oggi tira le fila dell’attacco durissimo alla Chiesa cattolica sulla pedofilia, è stato una bandiera. Lo descrive bene Fatal Misconception, la prima storia globale del controllo della popolazione, pubblicato dalle prestigiose edizioni di Harvard a firma dello storico liberal Matthew Connelly. Il Wall Street Journal ha scritto che per la prima volta uno studio storico serio fa luce sui disastri della “filantropia biologica”. Nella piccola isola cattolica di Porto Rico arrivarono legioni di umanitaristi, medici, industriali, femministe e progressisti per trasformare la cinquantunesima “stella” degli Stati Uniti in un laboratorio della contraccezione di massa. E il New York Times allora stava orgoglioso dalla parte degli sterilizzatori perché l’editore di famiglia, i gloriosi Sulzberger, erano nel board della Fondazione Rockefeller che finanziava sul campo il malthusianesimo a Porto Rico. Quando negli anni Venti dall’Inghilterra piovvero critiche sui programmi statunitensi di sterilizzazione degli “inadatti a vivere”, il quotidiano se la prese con l’“attacco inglese alla nostra eugenetica”. Eugenetica che il New York Times non esitò a definire una fantastica “nuova scienza” (come denunciò anche lo scrittore G. K. Chesterton) e che era foraggiata dalla Rockefeller Foundation. L’ultimo stato che ha rimosso le leggi eugenetiche è stata la Virginia nel 1979. E proprio il New York Times aveva descritto le sterilizzazioni della Virginia come “estinzioni graziose”. Sul numero del 22 gennaio del 1934 i consulenti del ministero dell’Interno nazista lodavano il «buon esempio fornito dagli Stati Uniti». Era l’anno in cui Hitler avviava la sua politica di eugenetica di massa, che avrebbe portato alla morte di 70 mila persone in diciotto mesi. Malati di mente, “promiscui”, albini, alcolizzati, talassemici, epilettici, tantissimi immigrati, dagli irlandesi agli italiani del sud, afroamericani e messicani.
Centomila persone sacrificate
Eccole le vittime della sterilizzazione negli Stati Uniti. E parliamo di 100 mila esseri umani. Donne afroamericane, donne indioamericane, donne sudamericane e donne bianche povere inglobate in programmi di sterilizzazione obbligatori. Un vero e proprio asse del male composto da organizzazioni umanitarie, filantropiche, educative, scientifiche e demografiche. La divisione del lavoro è stata geografica e funzionale: la sezione demografica dell’Onu ha fatto della “popolazione mondiale” un fatto politico, la Fondazione Rockefeller ha fornito ricercatori e fondi, il Population Council ha creato nuovi contraccettivi e insieme alle università e alle Nazioni Unite ha educato nuovi “esperti”, mentre il New York Times tesseva gli elogi dell’eugenetica. Quando Indira Gandhidivenne prima ministro dell’India, nominò suo figlio Sanjay responsabile del controllo delle nascite sotto l’egida dell’Onu e del Population Council di Rockefeller. Le donne venivano sequestrate, deportate in massa, piegate con la forza alla sterilizzazione, in nome di teorie partorite a migliaia di chilometri di distanza, a Washington, a Londra, a Stoccolma. Nel Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite. A Porto Rico la sterilizzazione delle donne era così diffusa che veniva genericamente chiamata “la operacion”. E nessuno al New York Times protestò quando si scoprì che il dottor Pincus scelse proprio Porto Rico come laboratorio per la sperimentazione della pillola anticoncezionale. Si scoprirà che un terzo delle donne portoricane non era a conoscenza della sterilizzazione. Il New York Times non ha mai smesso di strizzare l’occhio all’eugenetica. Pochi mesi fa in un’eloquente intervista al quotidiano Ruth Bader Ginsburg, l’unico giudice donna della Corte Suprema degli Stati Uniti, ha detto: «Francamente ero convinta che ai tempi della decisione Roe (sentenza che legalizza l’aborto in America, ndr) vi fosse preoccupazione per la crescita demografica e in particolare per la crescita della parte più indesiderata della popolazione». Nel board of trustees della Rockefeller Foundation l’editore del New York Times, il signor Arthur Sulzberger, è stato una voce importante dal 1939 al 1957, negli anni in cui l’eugenetica ha mostrato il suo volto più sanguinario e totalitario. Si dà il caso che la fondazione Rockefeller abbia finanziato gran parte delle campagne per la sterilizzazione in America.
La sintonia col nazismo
Non furono i nazisti infatti a ideare le camere a gas. Fu (prima della conversione al cristianesimo) il premio Nobel Alexis Carrel (1873-1944), autore di L’homme, cet inconnu, il quale diceva che «criminali e malati di mente devono essere umanamente ed economicamente eliminati in piccoli istituti per l’eutanasia, forniti di gas. L’eugenetica è indispensabile per perpetuare la forza. Una grande razza deve propagare i suoi migliori elementi. L’eugenetica può esercitare una grande influenza sul destino delle razze civilizzate ma richiede il sacrificio di molti singoli esseri umani». Ricercatore presso il Rockefeller Institute for Medical Research, Carrel abbracciò l’eugenetica nazista in una lettera del 7 gennaio del 1936, quando alla Rockefeller siedevano già i membri della famiglia Suzlberger: «Il governo tedesco ha preso energiche misure contro la propagazione dei difettosi, contro le malattie mentali e i criminali. La soluzione ideale sarebbe la soppressione di questi individui non appena abbiano dimostrato di essere pericolosi».
La Rockefeller Foundation finanziò anche molti ricercatori tedeschi. Tra di essi il dottor Ernst Rudin, che avrebbe organizzato lo sterminio medico degli handicappati ordinato da Adolf Hitler. E uno dei direttori del New York Times, Eugene Black, da membro della Rockefeller divenne cofondatore del Population Council, l’organizzazione americana di ricerca che ha portato avanti molte campagne per la sterilizzazione di popolazioni indigene nel mondo. Compresa Porto Rico. La famiglia Sulzberger era generosamente impegnata a finanziare anche le attività di Margaret Sanger, la quale venne così incensata da Orson Wells nel 1931: «Quando la storia della nostra civiltà sarà scritta, sarà una storia biologica e Margaret Sanger la sua eroina». Il nome Sanger è il collante fra eugenetica e femminismo. Fondatrice della American Birth Control League (1916) e della International Planned Parenthood Federation (1952), diresse una rivista, The Birth Control Review, che divenne col tempo il più importante laboratorio teorico per la selezione della specie, al grido di slogan come «noi preferiamo la politica della sterilizzazione immediata per garantire che la procreazione sia assolutamente proibita ai deboli di mente». Sanger costruì la sua prima clinica per il controllo delle nascite nel quartiere di Brownsville a New York, uno dei più poveri della città. Così poteva estirpare meglio “il peso morto dei rifiuti umani”. La sua eredità è arrivata fino a noi. Fu Sanger a procurare i finanziamenti a Gregory Pincus per la ricerca anticoncezionale. E Pincus la sua pillola andò a sperimentarla sui “negri” di Porto Rico. Mentre oltreoceano Papa Paolo VI metteva a punto l’enciclica Humanae Vitae che condannava proprio l’antinatalismo praticato nella sperduta isola caraibica. È così che si chiude uno sconosciuto e tragico ciclo che coinvolge il più rispettato giornale d’America, le più note e ricche famiglie della East Coast, interi pezzi della medicina del Novecento e una piccola isola dei Caraibi, che a oggi vanta non soltanto il miglior Pil della regione, ma anche il più alto tasso al mondo di donne sterilizzate.

(di Giulio Meotti http://www.tempi.it)

martedì 27 aprile 2010

Gilbert Keith Chesterton


"Le fiabe non raccontano ai bambini che i draghi esistono. I bambini sanno già che i draghi esistono. Le fiabe raccontano ai bambini che i draghi possono essere uccisi".

La buona stampa


"Difendiamo il Papa" é un agile studio, a firma di Fabio Bernabei, che, con testi ed immagini, vuole essere una testimonianza in difesa dell'onore della Chiesa e del Papa.
La pubblicazione sará spedita a chi ne fará richiesta, con libera offerta, alla email: lepanto@lepanto.org

martedì 23 marzo 2010

"(Gesù) Era un folle, e nessuno presta attenzione ai folli" (Talmud - Schabbath, 104b)


Nell'anno sacerdotale il cardinal arcivescovo di Parigi, da tempo in rotta di collisione con l'orientamento del Papa, ha ritenuto opportuno, nella scelta dei temi da approfondire in quaresima, ignorare completamente il tema suggerito da Roma, così come ogni meditazione sul santo curato d'Ars che pure, se non altro per ragioni geografiche e linguistiche, dovrebbe avere qualcosa da dire ai francesi. Nossignori: il tema prescelto, fresco e elettrizzante quanto un necrologio, è "Il Concilio Vaticano II, bussola per il nostro tempo". Sì, forse per il suo, col calendario fermo al 1978... mais passons. Nell'ambito di queste 'entusiasmanti' conferenze quaresimali, è stato invitato a predicare a Notre Dame, la cattedrale di Parigi, un rabbino. Signorsì, uno per il quale Gesù Cristo era poco più che un millantatore, a spacciarsi per Figlio di Dio; uno che in ogni caso, se è morto in croce come dicono, certamente non è mai risorto, ad onta di quello che han raccontato quei truffatori dei suoi discepoli.
La cosa è veramente intollerabile. E non ci dispiace quindi affatto che quella bella trovata abbia trovato aperta contestazione: riferisce La Croix che, subito dopo che il cardinale ha finito la sua bella presentazione dell'ospite, si è levato un uomo per invitare i presenti a recitare un rosario in riparazione dell'oltraggio, e un "piccolo gruppo di agitatori", dice il quotidiano dei vescovi, ha preso a pregare la Vergine. La milizia del tempio del cardinale, ossia la sua Securitate, ha cercato di farli sloggiare: ma in ogni caso il porporato e il suo ospite circonciso hanno ritenuto opportuno proseguire la conferenza stando chiusi in sacrestia, con la loro voce diffusa dai microfoni.
Per l'occasione, La Croix ha rispolverato il termine di "integristi", che solo poche settimane fa aveva riconosciuto essere inappropriato rispetto al meno offensivo "tradizionalisti", se non altro perché gli integralisti cattolici non hanno l'abitudine di dirottare aerei e girare nei mercati col tritolo addosso...

(Fonte: Perepiscopus)

lunedì 22 marzo 2010

Gli occhi chiusi dell’Unione europea


Israele ignora le disposizioni prese quattro anni fa dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite col sostegno di tutti gli Stati dell’Unione Europea. È ora tempo che l’Europa si sforzi di convincere il Consiglio di Sicurezza ad agire, così come di chiederlo alla Corte.

sabato 20 marzo 2010

Non praevalebunt!


Teologi che attraverso l'uso di un linguaggio semplice confondono la gente semplice, con tutti i tipi di errori dottrinali.

Scrittori che supportati dai titoli accademici si presentano come maestri, mentre con i loro insegnamenti tendono a distruggere la fede dei credenti in nome di una fede "più matura e coi piedi per terra".

Sacerdoti e vescovi che scrivono libri con contenuti contrari al Magistero della Chiesa.

Maestri di spiritualità viziati da psicologi, orientalismo e new age.

Gruppi che si autodefiniscono "cattolici pro-choice".

Religiosi e religiose che si sollevano contro l'autorità e l'insegnamento papale.

Vescovi che ostacolano gli sforzi del Papa, quelli che dicono no, quando il Santo Padre dice sì, e dicono sì, quando il Papa dice no.

Sacerdoti che predicano dottrine strane negando la dignità e il ruolo del proprio ministero, ormai trasformati in meri difensori dei diritti umani.

Liturgisti che promuovono la creatività cercando di svuotare la liturgia della Messa del suo vero significato.

Desacralizzatori cronici che cercano di eliminare dalla Chiesa ogni segno del soprannaturale.

Sedicenti cattolici che accusano la Chiesa di essere troppo esigente e poco acconcia ai "tempi moderni".

Educatori "cattolici" che lavorano nelle nostre scuole e nelle università, facendo lezioni che sono compiaciutamente agli antipodi del modo di pensare e di sentire della Chiesa.

Ciarlatani infatuati di tutti gli stati di vita che popolano gli sciocchi mezzi radiotelevisivi che sentenziano su tutto ciò che riguarda la vita della Chiesa e i suoi insegnamenti morali.

"Opinionisti" persi che non fanno altro che assumere quello che definiscono un atteggiamento "critico"nei confronti di una Chiesa più in linea con le loro idee distorte o le loro intenzioni velenose.

Ecumenisti a tutti i costi, in grado di negoziare fino all'impensabile nel perseguimento di una presunta unità.

Editori e librai "cattolici", che pubblicano e diffondono qualsiasi bassezza che possa avere un impatto, per screditare il Papa, ferire la Chiesa, e incrementare le vendite.

Tutti, tutti coloro che si conformano a questa sorta di quinta colonna della Chiesa, devono sapere che non li temiamo, e che noi cattolici, noi poveri peccatori che su questa terra seguiamo Gesù Cristo, guidati dal suo vicario fino al Suo ritorno, ci opponiamo con la preghiera e la nostra azione alla loro malizia. Avanzano contro i più piccoli della Chiesa, brandendo ogni sorta di armi sofisticate, utilizzando trucchi dannosi, mentre noi andiamo in loro difesa, nel nome di Colui che è Padre di misericordia e Signore degli eserciti. Devono sapere che non riusciranno, che si sono arruolati nei ranghi del grande perdente, che è già stato sconfitto. Resta solo da chiedergli, per il bene della loro anima e la gloria di Dio, di cessare di fare del male alla Chiesa di Cristo, e di porsi dietro al Successore di Pietro perché, facendosi carico ciascuno della propria croce, assieme a noi seguano l'Agnello ovunque Egli andrà!

(Fonte: http://la-buhardilla-de-jeronimo.blogspot.com)

giovedì 18 marzo 2010

Bestseller!


Qual'è il libro più venduto tra i testi pubblicati dalla Libreria Editrice Vaticana? Il Messale Romano del 1962 in versione da altare. Per la gioia dei nemici della Messa di sempre...

Up/down


Dalla newsletter dell'agenzia di informazione settimanale "Corrispondenza Romana" leggo due notizie una buona, l'altra invece attesta il livello di degenerazione raggiunto dall'odierna società...

"Sciolto il partito pedofilo olandese, «una grande vittoria civile»"

«Una bella notizia, quella di oggi. Una bella vittoria civile», ha commentato don Fortunato Di Noto, pioniere nella lotta alla pedofilia e fondatore dell’Associazione Meter onlus (www.associazionemeter.org), che fin dalla sua costituzione aveva avviato una campagna contro questo partito. «Gli esponenti del partito olandese dell’Amore Fraterno, della Libertà e della Diversità – che mirava ad abbassare l’età del consenso a 12 anni ed è per questo stato accusato di fomentare la pedofilia – ha deciso di sciogliersi dopo non essere riuscito per la seconda volta a raccogliere le 600 firme necessarie a concorrere alle prossime elezioni politiche», ha spiegato il sacerdote siciliano. «Per poter eleggere un deputato, il movimento, creato nel 2006, avrebbe dovuto ottenere circa 60mila voti», spiega. Per questa ragione, continua, «i fondatori del movimento hanno dichiarato che il dibattito e le polemiche sollevate dal partito hanno impedito ogni seria discussione dei suoi obiettivi, e dunque i suoi membri hanno optato per lo scioglimento».
Tuttavia, don Di Noto denuncia la presenza ancora oggi di una serie di siti a favore della pedofilia. «Sono ancora migliaia – dichiara il fondatore di Meter – i siti che promuovono la liceità e la normalizzazione degli abusi sessuali. Una vera e propria strategia per rendere normale ciò che è invece un orrore». «Per ora ci prendiamo questa vittoria – conclude don Fortunato –: lo scioglimento di questo fantomatico partito l’hanno deciso coloro che sono dalla parte dei bambini. Speriamo che chiudano anche il loro portale».

"Né uomo né donna, ma neutro. Il primo caso in Australia"

È diventato la prima persona al mondo ad essere riconosciuta da un governo «di sesso non specificato». Norrie May-Welby, 48 anni, è scozzese ma da anni vive a Sydney. Nato maschio, nel 1990 aveva cambiato sesso. In Australia, dove è emigrato, gli era stato rilasciato un attestato che lo dichiarava di sesso femminile ma May-Welby «non si sentiva più a suo agio con una identità unicamente femminile».
Le autorità australiane hanno allora acconsentito alla sua richiesta e cambiato il suo certificato di nascita classificandolo come “neutro”.